Veronica di Gerusalemme

Da Berenìke a Veronica, origini del nome

Nei Vangeli sinottici, composti entro il I secolo, è presente il racconto di una donna anonima che viene miracolosamente guarita da un flusso di sangue toccando Gesù (Mt 9,20-22; Mc 5,25-34; Lc 8,43-48). A parte questo accenno, la donna – conosciuta tradizionalmente con il nome di emorroissa – non viene citata altrove nel Nuovo Testamento.
Nell’apocrifo Atti di Pilato, scritto originariamente in greco nel II secolo e pervenutoci in diverse redazioni, la stessa donna ricompare durante il processo di Gesù testimoniando inutilmente a suo favore.
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Sara di Antiochia


Icona di misura per mano di sr. Maria Simona, carmelitana (cm 21×52)

La ‘Vita’ di questa santa martire, ci mostra come è saldo il credo nel valore definitivo del Battesimo, quando è amministrato validamente. Unica fonte che racconta la sua vita è il ‘Sinassario Alessandrino’ che la commemora al 20 aprile; Sara era la moglie di un alto ufficiale dell’armata dell’imperatore Diocleziano, di nome Socrate, allora residenti ad Antiochia e ambedue cristiani, ma Socrate per timore, rinnegò la fede cristiana, mentre Sara invece continuò fedelmente a professarla.
Avuti due figli, ella esitò a farli battezzare ad Antiochia, pertanto decise di recarsi ad Alessandria per farlo lì, s’imbarcò con i due figli con questo scopo, ma la traversata fu travagliata a causa del mare agitato e ad un certo punto, infuriata ancora di più la tempesta, si ebbe il timore di un naufragio.
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La benedizione celeste

Esempi-di-benedizione-celeste Nelle più antiche icone di misura a noi pervenute, l’immagine del santo patrono non appare mai da sola: sempre troviamo, nella parte alta, una immagine dei cieli aperti che richiama il primato assoluto di Dio (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica n. 303, 304) e la funzione del santo di intercessore presso il Padre (CCC n. 956), bene supremo e unica sorgente di ogni bene: «Solo in Dio riposa l’anima mia; / da lui la mia speranza. / Lui solo è mia rupe e mia salvezza, / mia roccia di difesa: non potrò vacillare» (Sal 62, 2-3). E in un documento russo sull’icona di misura è scritto: “non dobbiamo dimenticare che il santo in sé non ha alcun potere per aiutare l’uomo, ma riceve questa possibilità da Dio”.

Il fondamento biblico circa la presenza nell’icona dell’immagine dei cieli aperti si trova negli Atti (7, 55-56): «Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: “Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».

Nei “Cieli aperti” troviamo la Santa Trinità, oppure Cristo raffigurato come Pantocrator, nel Mandylion, oppure con una mano benedicente. A volte è rappresentata la Madre di Dio col Bambino, o la protezione della Madre di Dio (Pokrov). In mancanza dei cieli aperti, anche la croce tra le mani del santo, simbolo del martirio, può essere sufficiente ad esprimere il rimando a Dio.

Viola

Viola (1)


Viola

Progetto per icona di misura

Santa Viola (o Violetta) di Verona, vergine e martire uccisa durante le prime persecuzioni (I-II sec.?). Festa: 3 maggio.

Mattia apostolo

Mattia

Mattia è un testimone qualificato della Risurrezione. Aveva seguito Gesù come discepolo durante il suo ministero pubblico, a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno dell’Ascensione (Atti 1,21-26). Per questo, gli Undici lo scelsero per sorteggio al posto di Giuda traditore. Pur senza notizie storiche certe, la tradizione gli attribuisce la morte per martirio. La Chiesa ne celebra la festa il 14 maggio.

Icona di misura per mano di Giuliano Melzi (2012, cm 48,5 x 21)

L’icona: san Mattia indossa la tunica caratteristica degli apostoli. La sfera bianca tra le dita sta ad indicare il sorteggio col quale è diventato uno dei Dodici, con la benedizione del Cielo. Il libro è il simbolo della Parola ed esprime la predicazione che ognuno degli apostoli inizia dopo la Pentecoste. L’alabarda ai piedi allude alla tradizione non confermata del suo martirio.

Marta di Betania

Marta di Betania

Icona di misura per mano di Giuliano Melzi (2012, cm 48 x 21)

Marta di Betania

Icona di misura del Laboratorio Dmitrovskie

Santa Marta di Betania, sorella di Lazzaro e di Maria, è descritta nei Vangeli quando è indaffarata nell’offrire ospitalità a Gesù nella casa di Betania (Lc 10, 38-42, Gv 12, 1-2) e quando, alla morte del fratello Lazzaro, professa la sua fede nella risurrezione e nel Figlio di Dio (Gv 11, 20,32). E’ la santa protettrice delle casalinghe. La Chiesa celebra Santa Marta vergine il 29 luglio.

Milano: corso monografico sull’icona di misura

2-13 luglio 2012 MILANO. Corso monografico residenziale “L’icona di misura” per allievi autonomi nel lavoro iconografico presso il Convento delle Suore di San Giuseppe (via Cicerone 9, Milano). Insegnante: Giovanni Raffa assistito da Giuliano Melzi. Soggetto: santo a figura intera a scelta dell’allievo.
Info e iscrizioni: cell 3476085749
e-mail iconedimisura@gmail.com.